ORIGINI DEL CANIS FAMILIARIS
Le origini del cane domestico (canis familiaris) si perdono nella preistoria. Quasi tutti gli appartenenti al genere canis presentano lo stesso numero di
cromosomi, di conseguenza la classificazione basata sui reperti fossili ritrovati in varie parti del mondo presenta delle difficoltà.
Tra le teorie più accreditate c’è quella che fa derivare il cane domestico dal “canis lupus pallipes”, il lupo grigio che oltre 10.000 anni fa viveva in Europa, Asia e America del nord.
Allo stesso periodo sono riconducibili le prime forme di domesticazione da parte dell’uomo.
È plausibile che i cani (ancora assolutamente selvatici) si avvicinassero agli accampamenti umani per nutrirsi di avanzi e che, col tempo, gli uomini cominciarono a servirsi delle qualità venatorie di alcuni cani per la caccia.
Questa collaborazione portò uomini e cani a vivere un’evoluzione parallela. Con la caccia si resero utili a vicenda e il cane, da compagno indispensabile per trovare il cibo, è diventato guardiano e compagno fedele.
Tra le teorie più accreditate c’è quella che fa derivare il cane domestico dal “canis lupus pallipes”, il lupo grigio che oltre 10.000 anni fa viveva in Europa, Asia e America del nord.
Allo stesso periodo sono riconducibili le prime forme di domesticazione da parte dell’uomo.
È plausibile che i cani (ancora assolutamente selvatici) si avvicinassero agli accampamenti umani per nutrirsi di avanzi e che, col tempo, gli uomini cominciarono a servirsi delle qualità venatorie di alcuni cani per la caccia.
Questa collaborazione portò uomini e cani a vivere un’evoluzione parallela. Con la caccia si resero utili a vicenda e il cane, da compagno indispensabile per trovare il cibo, è diventato guardiano e compagno fedele.
EVOLUZIONE DEL CANIS FAMILIARIS
Oggi lupo e cane sembrano due realtà assai distinte tra loro. Se il lupo è sempre stato considerato un nemico da temere e combattere, il cane è da subito
diventato un compagno di vita, fedele e affettuoso.
In realtà lupo e cane sono ancora la stessa specie, scientificamente questa teoria è dimostrata dal fatto che sono specie interfeconde, ovvero che se un lupo e una cagna si incontrassero e si piacessero, è molto probabile che nasca una cucciolata. Inoltre a supportare questa teoria rimane il fatto che presentano lo stesso numero di cromosomi (78) , e che le differenze nelle sequenze di DNA mitocondriale tra cane e lupo sono solo il 2% circa.
L’istinto del lupo è rimasto ben radicato nell’animo del cane che, di conseguenza, si comporterebbe come tale..se non fosse per un semplice motivo..
Il cane asseconda e rispetta il padrone solo perché crede che egli rappresenti il capobranco; come un lupacchiotto sul gradino più basso della scala gerarchica rispetta gli anziani del suo branco, così il cane rispetta il proprio padrone.
La motivazione di questo rapporto uomo-cane è da ricercare nelle fasi di sviluppo che attraversano lupo e cane nei primi 3 mesi di vita.
1-15 giorni _ FASE VEGETATIVA: il cucciolo si limita a mangiare e dormire.
16-21 giorni _ FASE DI TRANSIZIONE: il cucciolo aprendo gli occhi e sviluppando l’udito inizia a conoscere il mondo.
22-50 giorni _ FASE D’IMPRINTING: il cucciolo si rapporta con il mondo esterno imparando a riconoscere gli amici dai nemici. In questa fase considera con specifici tutti gli individui che incontra.
51 giorni-3 mesi circa _ FESE DELLA SOCIALIZZAZIONE: il cucciolo impara a rapportarsi anche con il resto del mondo, ovvero “fuori dalla tana” e necessita di qualcuno che gli insegni ad affrontare la nuova realtà.
Il padrone, di conseguenza, oltre a rappresentare il capobranco, diventa una guida che mostra al cucciolo come comportarsi nella società.
In realtà lupo e cane sono ancora la stessa specie, scientificamente questa teoria è dimostrata dal fatto che sono specie interfeconde, ovvero che se un lupo e una cagna si incontrassero e si piacessero, è molto probabile che nasca una cucciolata. Inoltre a supportare questa teoria rimane il fatto che presentano lo stesso numero di cromosomi (78) , e che le differenze nelle sequenze di DNA mitocondriale tra cane e lupo sono solo il 2% circa.
L’istinto del lupo è rimasto ben radicato nell’animo del cane che, di conseguenza, si comporterebbe come tale..se non fosse per un semplice motivo..
Il cane asseconda e rispetta il padrone solo perché crede che egli rappresenti il capobranco; come un lupacchiotto sul gradino più basso della scala gerarchica rispetta gli anziani del suo branco, così il cane rispetta il proprio padrone.
La motivazione di questo rapporto uomo-cane è da ricercare nelle fasi di sviluppo che attraversano lupo e cane nei primi 3 mesi di vita.
1-15 giorni _ FASE VEGETATIVA: il cucciolo si limita a mangiare e dormire.
16-21 giorni _ FASE DI TRANSIZIONE: il cucciolo aprendo gli occhi e sviluppando l’udito inizia a conoscere il mondo.
22-50 giorni _ FASE D’IMPRINTING: il cucciolo si rapporta con il mondo esterno imparando a riconoscere gli amici dai nemici. In questa fase considera con specifici tutti gli individui che incontra.
51 giorni-3 mesi circa _ FESE DELLA SOCIALIZZAZIONE: il cucciolo impara a rapportarsi anche con il resto del mondo, ovvero “fuori dalla tana” e necessita di qualcuno che gli insegni ad affrontare la nuova realtà.
Il padrone, di conseguenza, oltre a rappresentare il capobranco, diventa una guida che mostra al cucciolo come comportarsi nella società.
TEORIA DELLA NEOTENIA
Il processo evolutivo del cane è stato sicuramente lungo e difficile, uno dei fattori che ha giocato un ruolo fondamentale in questo percorso è la legge della
selezione naturale, che ha permesso la sopravvivenza ai soggetti più adatti al contesto in cui si trovavano a vivere.
Ma la Natura da sola di sicuro non avrebbe potuto “produrre” così tante razze diverse nell’aspetto, nel carattere e nell’utilità.
Come abbiamo detto, il cane non è altro che un lupo ingentilito nell’aspetto e modificato nel carattere, o in altre parole, un lupo poco “evoluto”.
L’uomo è intervenuto seguendo logicamente un semplice presupposto: è più facile gestire un cucciolo piuttosto che un adulto dominante, indipendente e magari aggressivo. Con il tempo a seguito di studi ed esperimenti l’uomo ha selezionato i lupi più “arretrati” psicologicamente, ha lavorato su quei soggetti eternamente “cucciolotti”, su quelli meno intelligenti, ma sicuramente più facili da gestire.
In alcuni casi questo processo è stato spinto all’estremo, “fermando” lo sviluppo psichico dei cani ad un livello paragonabile a quello di un lupacchiotto di 1 o 2 mesi. Viceversa, nei casi in cui occorressero cani più “maturi” da adibire a lavori più difficili, lo sviluppo è stato fermato più avanti, subito prima che raggiungesse lo stadio menale di un lupo adulto.
Questo processo viene indicato con il termine NEOTENIA, ovvero mantenimento nell’adulto delle caratteristiche psico-fisiche del cucciolo.
Le razze fermate ai primissimi stadi della scala neotenica (per es. molosso idi) hanno mantenuto anche l’aspetto di un cucciolo, con testa grossa, muso corto, orecchie pendenti, occhi dolci.
Le razze fermate più avanti (4° o 5° stadio della scala neotenica) hanno invece un aspetto assai più “lupino”: orecchie erette, muso affilato, cranio più stretto.
Le fasi di ordinamento gerarchico avvengono dopo i 3 mesi circa, di conseguenza quelle razze fermate ad uno stadio precoce non arrivano allo sviluppo mentale di un lupo di 3 mesi. I cani fermati ai primi 3 gradi della scala neotenica non riconoscono le fasi di sviluppo pre-puberale in cui ci si rapporta con gli altri membri della famiglia o del branco: dunque non saranno molto gerarchici e nel padrone rivedono la mamma, non il capobranco. Un fatto più grave è che senza gerarchia, non conoscono i rituali di socializzazione, di sottomissione e di resa, e ciò può portare a scontri pericolosi.
I cani più avanzati, al contrario, vedono nel padrone il capobranco (per es. cani da caccia e difesa), sicuramente sono soggetti più difficili da gestire inizialmente, ma una volta stabilito un rapporto, difficilmente si avranno problemi in futuro.
I cani nordici, i cani primitivi e quasi tutti gli Spitz stanno tra il 4° e il 5° grado, di conseguenza sono considerati i più “adulti” e i meno docili in assoluto poiché dipendono meno dall’uomo.
Tutto ciò che è stato scritto, ovviamente, non è legge!
Ma il cane rimane sempre un lupo modificato, e l’istinto è istinto!
Ma la Natura da sola di sicuro non avrebbe potuto “produrre” così tante razze diverse nell’aspetto, nel carattere e nell’utilità.
Come abbiamo detto, il cane non è altro che un lupo ingentilito nell’aspetto e modificato nel carattere, o in altre parole, un lupo poco “evoluto”.
L’uomo è intervenuto seguendo logicamente un semplice presupposto: è più facile gestire un cucciolo piuttosto che un adulto dominante, indipendente e magari aggressivo. Con il tempo a seguito di studi ed esperimenti l’uomo ha selezionato i lupi più “arretrati” psicologicamente, ha lavorato su quei soggetti eternamente “cucciolotti”, su quelli meno intelligenti, ma sicuramente più facili da gestire.
In alcuni casi questo processo è stato spinto all’estremo, “fermando” lo sviluppo psichico dei cani ad un livello paragonabile a quello di un lupacchiotto di 1 o 2 mesi. Viceversa, nei casi in cui occorressero cani più “maturi” da adibire a lavori più difficili, lo sviluppo è stato fermato più avanti, subito prima che raggiungesse lo stadio menale di un lupo adulto.
Questo processo viene indicato con il termine NEOTENIA, ovvero mantenimento nell’adulto delle caratteristiche psico-fisiche del cucciolo.
Le razze fermate ai primissimi stadi della scala neotenica (per es. molosso idi) hanno mantenuto anche l’aspetto di un cucciolo, con testa grossa, muso corto, orecchie pendenti, occhi dolci.
Le razze fermate più avanti (4° o 5° stadio della scala neotenica) hanno invece un aspetto assai più “lupino”: orecchie erette, muso affilato, cranio più stretto.
Le fasi di ordinamento gerarchico avvengono dopo i 3 mesi circa, di conseguenza quelle razze fermate ad uno stadio precoce non arrivano allo sviluppo mentale di un lupo di 3 mesi. I cani fermati ai primi 3 gradi della scala neotenica non riconoscono le fasi di sviluppo pre-puberale in cui ci si rapporta con gli altri membri della famiglia o del branco: dunque non saranno molto gerarchici e nel padrone rivedono la mamma, non il capobranco. Un fatto più grave è che senza gerarchia, non conoscono i rituali di socializzazione, di sottomissione e di resa, e ciò può portare a scontri pericolosi.
I cani più avanzati, al contrario, vedono nel padrone il capobranco (per es. cani da caccia e difesa), sicuramente sono soggetti più difficili da gestire inizialmente, ma una volta stabilito un rapporto, difficilmente si avranno problemi in futuro.
I cani nordici, i cani primitivi e quasi tutti gli Spitz stanno tra il 4° e il 5° grado, di conseguenza sono considerati i più “adulti” e i meno docili in assoluto poiché dipendono meno dall’uomo.
Tutto ciò che è stato scritto, ovviamente, non è legge!
Ma il cane rimane sempre un lupo modificato, e l’istinto è istinto!
di Sara Montagnoli

